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La Cattedrale e il mosaico

Una delle tappe obbligate per chi visitando Otranto volesse dedicarsi anche al turismo culturale è sicuramente la Cattedrale della città impreziosita dal suo particolare mosaico pavimentale.

Si tratta infatti, tanto nell’uno quanto nell’altro caso, di testimonianze storiche ed architettoniche di indubbio valore oltre che di indiscutibile bellezza. Insomma: Otranto non è soltanto mare e paesaggi da sogno, ma anche cultura.

Cenni storici

La Cattedrale di Otranto campeggia ormai da secoli su Piazza Basilica. La struttura ha infatti una storia molto antica che risale addirittura al 1068 quando la popolazione del luogo pensò bene di utilizzare ciò che rimaneva di un villaggio un tempo popolato dagli Illiri, di una domus e di un piccolo tempio costruito dai primi cristiani della zona per dar vita alla cattedrale del paese che, una volta terminata, venne intitolata a Santa Maria Annunziata.

La chiesa fu testimone di tutti gli eventi che caratterizzarono la storia del paese e le vite dei suoi abitanti sino al 1480, anno in cui i Turchi presero d’assedio Otranto. In questo periodo la cattedrale venne convertita in moschea e tutti gli affreschi realizzati dai pittori cristiani che si occuparono nei secoli di decorare l’interno della struttura, vennero puntualmente distrutti. Ma la trasformazione della chiesa in un luogo di culto musulmano non durò poi tanto a lungo: essa già nel 1481 fu completamente restaurata seguendo nuovi dettami stilistici ed aderendo fedelmente ai principi dell’iconografia cristiana.

L’architettura

Elementi romanici si fusero in occasione del restauro della cattedrale con elementi gotici e, con il passare del tempo, persino barocchi. Di particolare interesse artistico sono il rosone centrale, già ultimato durante la ricostruzione, ed il portale, aggiunto alla struttura nel 1674 su desiderio dell’arcivescovo Adarzo di Santander.

All’interno la cattedrale si compone di tre navate delimitate da due file di colonne e sormontate da capitelli di diversa fattura. Soltanto una parte di essi può dirsi risalente al XII secolo dato che alcuni elementi architettonici usati per la costruzione della chiesa, come già specificato altrove, sono più antichi. Era prassi all’epoca infatti utilizzare nella realizzazione degli edifici di un certo pregio anche del materiale di spoglio.

Il transetto poi non sporge lateralmente dal corpo della chiesa ed è anzi delimitato da grandi archi longitudinali. Ogni navata inoltre culmina in un’abside. Sebbene in origine il tetto della cattedrale fosse realizzato in legno e, come comunemente avveniva nel corso del medioevo, del tipo a capriate, in epoche successive il soffitto è stato avviluppato da cassettoni lignei. La struttura infine ospita ancora una cripta risalente al periodo della prima costruzione della chiesa.

Il mosaico

Il mosaico pavimentale impreziosisce notevolmente questa antica cattedrale. Esso si srotola per tutta la navata centrale e per alcune porzioni delle laterali. Più volte restaurato, esso risale al periodo compreso tra il 1163 ed il 1166.

Mosaico nella Cattedrale di Otranto

Il mosaico raffigura animali realmente esistenti e presi in prestito dalla mitologia. Oltre ad essi vengono ritratti poi anche Alessandro Magno ed uno sparuto gruppo di uomini intenti a costruire la Torre di Babele. Non manca poi Noè, ricordato insieme alla sua Arca.

La parte culminante del mosaico riproduce dei medaglioni in cui sono incisi i segni zodiacali, seguono quindi momenti di vita quotidiana ed episodi narrati nelle pagine dell’Antico Testamento, della Bibbia e del ciclo bretone. Un’accozzaglia di roba? No, per niente. Le realizzazioni musive dell’epoca infatti raffiguravano spesso elementi apparentemente poco coerenti tra loro ed a volte presi in prestito da altre culture.

Il significato di fondo di questo pavimento è quello di rappresentare un percorso rassicurante che conduce l’uomo dal peccato alla salvezza eterna.

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