Il Castello e le fortificazioni

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Il Castello (a destra) e le Mura (a sinistra)

Otranto è una città fortificata e questa condizione è resa ben evidente dalla presenza di un grande e imponente Castello Aragonese con fossato e collegato direttamente ad una grande cinta muraria di cui è parte integrante.

Le fortificazioni si rendevano indispensabili ad Otranto in virtù della sua particolare posizione geografica che la rendeva un importante luogo di raccordo tra Oriente ed Occidente e quindi sede di possibili scontri o attacchi nemici.

Un castello era già presente attorno all’anno Mille, venendo poi fortemente danneggiato in un assedio nel 1057 e ricostruito una prima volta da Roberto il Guiscardo e una seconda volta nel Duecento da Federico II. A quel tempo aveva probabilmente struttura quadrangolare con un torrione ad ogni angolo. Nel 1480 fu ancora una volta largamente danneggiato dalla presa della città da parte dei Turchi, fu ricostruito per merito di Alfonso D’Aragona. È in merito a questo intervento che il castello prende il nome di “aragonese”. L’aspetto definitivo attuale viene raggiunto però ancora più tardi, quando tra il 1535 e il 1578 i Vicerè spagnoli provvidero a una grande opera di rafforzamento militare. È spagnolo lo stemma che si può vedere nel grande portale d’ingresso e all’esterno. Dei nuovi bastioni più grandi e forti inglobarono i precedenti e un secolo dopo fu ancora rafforzato.

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Il Fossato e il ponte di accesso.

Nella fisionomia odierna, il Castello Aragonese ha una pianta pentagonale ed è circondato da un ampio fossato. Vi sono tre torrioni e un puntone mentre sul lato in più si apre il portale collegato un tempo con la strada da un ponte levatoio, oggi tramutato in ponte fisso.

Durante il Settecento questo castello ha ispirato il primo  romanzo di genere gotico dall’omonimo titolo.

Come detto il Castello costituiva parte integrante della grande cinta muraria che tutt’oggi circonda buona parte del centro storico, dalla quale oggi risulta parzialmente separato a seguito di opere urbanistiche effettuate nel 1897 che aprirono una strada e ne eliminarono un tratto. Tra le mura si apre poi l’accesso più antico alla città, “Porta Terra” (Porta d’Oriente), voluta sempre da Alfonso d’Aragona a seguito della cacciata dei Turchi, e la “Porta Alfonsina”.

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Accesso dalle Mura

Negli Anni Novanta sono cominciati dei lavori di recupero tuttora in corso per consolidare e restaurare le mura, riportare i fossati al loro stato originale, creare un percorso pedonale a livello del fossato, realizzare un ponte completamente in legno. Proprio a causa dei lavori in corso, allo stato attuale l’ingresso al Castello non è consentito come comunica il sito ufficiale.

Non di rado con la bella stagione vengono organizzati, comunque, alcuni eventi all’interno del grande fossato. Uno dei più belli è quello delle Giornate Medievali che si tengono annualmente in due giorni nel mese di maggio. In queste giornate si svolgono più rappresentazioni: una fiera in ricordo della medievale “fiera di primavera” in cui il popolo poteva scambiare merci senza che i feudatari potessero ostacolarli; una “fiera mercato” dove si possono guardare le armi, le sculture, gli abiti del tempo e acquistare prodotti culinari di origine medievale; un programma medievale con oltre cento figuranti vestiti in abiti d’epoca a raffigurare differenti momenti di vita d’epoca con nobili, cavalieri, soldati, dame, sbandieratori, musichi, ecc. Molto suggestivi in particolare i momenti dei combattimenti per l’investitura a cavaliere e le danze, accompagnati dalla narrazione di un cantastorie.

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“Porta Alfonsina”

immagine 1: Di Federico Protopapa (Opera propria) [GFDL o CC-BY-SA-3.0], attraverso Wikimedia Commons

immagine 2: By User:Nikater (Own work) [GFDL or CC-BY-SA-3.0-2.5-2.0-1.0], via Wikimedia Commons

immagine 3: By Andrea Pavanello (Own work) [CC-BY-SA-3.0-it], via Wikimedia Commons

immagine 4: Di Freddyballo (Opera propria) [GFDL o CC-BY-SA-3.0], attraverso Wikimedia Commons

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